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Cantina di Vouvray: come un percorso audio ha trasformato l'accoglienza dei visitatori

Come la Cave de Vouvray ha arricchito la propria offerta turistica con un percorso audio al costo di 3 €, ha coinvolto l'intero team nel progetto e ha aperto ancora di più le proprie cantine a una clientela internazionale.

La Cave de Vouvray prima di Merci Gabin

La Cave de Vouvray accoglie i visitatori sin dalla sua fondazione negli anni ’50. Le sue gallerie scavate nel tufo, le bottiglie allineate nella penombra, la sua storia radicata nel terroir di Vouvray: c’era già molto da mostrare.

E c’erano già dei cartelli. Bilingui in francese e inglese. E persino un bellissimo spazio didattico prima dell’ingresso alle gallerie — un luogo curato, pensato per preparare la visita. Ma il team voleva andare oltre. Arricchire ulteriormente l’esperienza. Dare più vita a ciò che il luogo aveva da raccontare.

Un cartello informe — non racconta. Fornisce fatti, ma non vita. E di fronte a cantine in tufo ricche di storia, c’era il desiderio di fare di meglio.

Le guide erano impegnate con i gruppi. I visitatori individuali che arrivavano al di fuori delle fasce orarie delle visite guidate si ritrovavano con poche spiegazioni, poca storia a accompagnare la loro esplorazione. Il personale doveva gestire contemporaneamente i gruppi accompagnati e i visitatori liberi, spesso nello stesso momento. Un vero e proprio vincolo, difficile da gestire in alta stagione.

L’ingresso alle cantine era gratuito — una scelta generosa, in linea con lo spirito di accoglienza della Cantina. Ma senza una narrazione adeguata ad accompagnare la visita, l’esperienza rimaneva al di sotto di ciò che il luogo meritava.

L’idea: monetizzare l’esperienza arricchendola

La Cave de Vouvray non aveva bisogno di ricostruire tutto da zero. Aveva già i contenuti: testi, aneddoti, una storia avvincente. Ciò che mancava era una presentazione che invogliasse ad ascoltare piuttosto che a leggere.

L’obiettivo era chiaro: arricchire il percorso libero esistente, renderlo più coinvolgente, semplificare la gestione dei flussi per il personale e attribuirgli un prezzo coerente con la qualità dell’esperienza offerta.

Da qui è nato il percorso “Chenin & Tuffeau: l’anima scolpita del Vouvray”.

Ciò che ha reso unico questo progetto: tutto il team ha prestato la propria voce

Anziché ricorrere a una voce professionale esterna o a un’unica voce per l’intero percorso, la Cave de Vouvray ha coinvolto tutto il team nel progetto.

Ognuno ha registrato la propria parte. Le cantine in tufo raccontate da chi le conosce da anni. La storia dello Chenin Blanc raccontata da chi lavora questi vigneti. Gli aneddoti sulla vendemmia raccontati da chi li ha vissuti in prima persona.

Questa scelta ha un effetto inaspettato: dà ritmo alla visita. Ogni cambio di voce segna un nuovo punto di interesse, rinnova l’attenzione, fa venire voglia di proseguire fino alla tappa successiva. Il visitatore non si abitua a un unico tono di voce: scopre una nuova persona, un nuovo punto di vista, ad ogni tappa.

Il risultato: un percorso a più voci, autentico, vivo. Non un’audioguida. Una trasmissione collettiva.

Punto di interesse n. 11 nelle cantine di tufo di Vouvray Le cantine di tufo di Vouvray — ogni punto di interesse è segnalato e accessibile tramite il percorso audio.

Tre settimane dalla decisione alla messa online

Il contenuto esisteva già in gran parte. È stato necessario riorganizzarlo, adattarlo al formato audio e registrare le voci. Tre settimane tra la decisione di lanciare il progetto e il giorno in cui il primo visitatore ha scansionato il codice QR.

Il percorso funziona offline — fondamentale per le cantine scavate nella roccia, dove la rete non arriva. Il visitatore scarica i contenuti all’ingresso e il percorso lo accompagna poi ovunque, anche in fondo alle gallerie.

Cosa è cambiato dal lancio

I team gestiscono meglio i flussi I visitatori individuali dispongono ora di un percorso a loro dedicato. Non devono più attendere che una guida sia disponibile. Iniziano il percorso fin dall’ingresso, procedono al proprio ritmo, si fermano dove vogliono. Il personale può concentrarsi sui gruppi accompagnati senza essere continuamente interrotto.

Le cantine ancora più aperte alla clientela internazionale Il percorso è disponibile in francese e in inglese. Si sta valutando l’aggiunta di una terza lingua. L’obiettivo: aprire ancora di più le cantine a una clientela internazionale — numerosa nella regione di Vouvray — e offrire loro la stessa qualità di esperienza riservata ai visitatori francesi.

Le cantine sono passate dall’ingresso gratuito a quello a pagamento Questo è forse il segnale più forte. La visita autoguidata con audioguida è proposta a 3 €. Una tariffa accessibile, che attribuisce un chiaro valore all’esperienza e che testimonia un vero e proprio cambiamento di posizionamento: la visita alla cantina non è più un bonus offerto, ma un’esperienza a sé stante.

Cosa possiamo imparare

La Cave de Vouvray non ha aspettato di avere un budget enorme, un team dedicato o contenuti perfetti. Ha messo in campo ciò che aveva — persone che conoscono la loro cantina, i loro vini, la loro storia — e l’ha trasformato in qualcosa di concreto.

Il digitale, in questo caso, non ha sostituito l’elemento umano. Lo ha amplificato.


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Xavier Adraste è il fondatore di Merci Gabin, piattaforma di percorsi audio digitali per le tenute vinicole.

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